Grazie al software Nutanix, la fintech italiana che opera in tutto il mondo è riuscita a migrare buona parte della sua infrastruttura, oltre 2.000 macchine virtuali, in soli sei mesi e senza intoppi, migliorando il Total Cost of Ownership, la facilità di gestione e la sicurezza.
TAS Group
Grazie a Nutanix, abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo preposti; in particolare migliorare business continuity e disaster recovery e garantire una maggior sicurezza dei dati.
Eva Mamini
Responsabile IT, TAS
La sfida
TAS è un ISV che ha come core business lo sviluppo di soluzioni software, sia erogate come servizi SaaS che installate on premise presso i clienti. La Software Factory interna conta più di 2.000 server virtuali; ogni cliente ha le sue specificità e necessità di personalizzazione, dalle quali deriva la presenza di molteplici ambienti di sviluppo, test e certificazione.
“Recentemente”, racconta Andrea Paolini, Responsabile Infrastrutture e DevOps di TAS, “abbiamo deciso di intraprendere un refresh tecnologico, che ha coinvolto tre diverse architetture: due per i servizi SaaS e una, la più corposa, per i servizi interni e lo sviluppo. Volevamo una soluzione più moderna, snella e di facile scalabilità”.
La soluzione
“Parlando dell’infrastruttura per i servizi e lo sviluppo”, dice Eva Mamini, Responsabile IT di TAS, la prima decisione è stata quella di proseguire con una soluzione on-premise. La seconda è stata di passare a un’architettura iperconvergente, per uscire dal lock-in tecnologico dovuto al precedente virtualizzatore ma anche per semplificare la gestione e contenere i costi”.
“In soli sei mesi”, prosegue Mamini, “e con il grande aiuto del partner Errevi System, abbiamo sostituito l’hardware, abbiamo installato AHV, la soluzione Cloud Infrastructure Ultimate e abbiamo configurato Nutanix Unified Storage per circa 10 TB di spazio”.
I vantaggi
Flessibilità, facilità di gestione e prestazioni: un salto quantico rispetto al passato
“Oggi l’hypervisor funziona perfettamente”, dice Mamini, “ed è più veloce e più snello del precedente, e l’aggiunta dei nuovi nodi è molto agevole anche a caldo (per noi è molto importante perché non possiamo permetterci di fermarci). Il tempo di inserimento di un nodo, abbiamo stimato, è di appena 2 ore”.
Sicurezza e resilienza per restare competitivi
“Con Nutanix”, conclude Mamini, “abbiamo benefici che vanno dalla cifratura nativa dei dati alla garanzia sui servizi. Ci aspettavamo di costruire due infrastrutture iperconvergenti gemelle (sito primario e DR) da allineare in maniera semplice e nativa, e così è stato”.
Il futuro
Un supporto per la crescita internazionale
“Più strategico è invece”, conclude Paolini, “il supporto dello sviluppo del business internazionale della nostra azienda: stiamo crescendo velocemente e, in generale, ci servono architetture scalabili ma facili da gestire come quelle di Nutanix”.
“Il journey verso Nutanix AHV ha rappresentato un passaggio strategico per TAS, volto a rendere l’infrastruttura più flessibile e performante, riducendo al contempo i costi e ampliando la tipologia di servizi erogati. Grazie al nostro supporto consulenziale e al project management tecnico, la transizione è avvenuta in piena continuità operativa, eliminando rischi e impatti sul business. Un progetto che unisce competenza, metodo e visione, trasformando il cambiamento in un vantaggio concreto per il Gruppo TAS.”
Matteo Mancini
Head of Edge to Cloud Infrastructures di Errevi System